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3 casi di disintermediazione turistica via Twitter

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Disintermediazione sì, disintermediazione no. Dibattito perennemente in discussione quello che alimenta il mondo del turismo. Le big company alias le OTA continuano a dominare con la loro potenza economica il mercato delle prenotazioni online e i piccoli continuano a lamentare i soliti problemi: commissioni troppo alte, grosse cifre di fatturato perso e bla bla bla… oramai li conosciamo a memoria.

Nel mondo però c’è sempre qualcuno che trova il modo per stuzzicare l’attenzione degli utenti ed è quello di cui voglio parlarvi. Negli ultimi mesi mi sono ritrovato a leggere più volte di nuove forme d’interazione per aumentare il tasso di conversione  sul proprio sito. La casistica che leggerete riscontra delle difficoltà adattandole alla realtà italiana, ma potrebbe avere delle buone possibilità di riuscita per le piccole e medie imprese, motore trainante dell’economia turistica nazionale.

Nello scorso novembre la catena Loews Hotels lancia il servizio di “social reservation” per sedici delle diciannove proprietà. L’utente attraverso la piattaforma Twitter invia un tweet all’account @Loews_Hotels utilizzando l’hashtag #BookLoews ed esprimendo l’interesse per una camera. Nel frattempo un consulente di Loews prende in carico la richiesta, gestendola come una normale pratica via mail o telefonica e nel momento in cui l’utente è pronto a prenotare gli invia all’interno di un tweet un link a una chat sicura per terminare la prenotazione.

Il secondo caso riguarda il mondo dei tour operator. Il colosso dei viaggi organizzati Thomas Cook ha aperto all’interno del programma “Holidays to go” l’account @TCOffers, che permette ai follower di richiedere  informazioni sulla meta desiderata. Dopo l’invio, la richiesta sarà presa dal team che fornirà un link alle proposte del tour operator.

Il terzo caso interessa i trasporti. KLM è la prima compagnia aerea a permettere ai propri clienti di pagare attraverso i social media. Anche in questo caso, è inviato attraverso un messaggio privato, un link per completare in maniera sicura l’acquisto del biglietto. A operazione effettuata il social media agent invia la conferma di pagamento e il biglietto. Il dipartimento social media di KLM è formato da 130 agenti che rispondono settimanalmente a 35.000 domande via Facebook e Twitter.

Ci ritroviamo a un altro cambiamento? A un approccio ancora più diretto tra utente/ospite e azienda, che porti a instaurare una relazione più forte, un vis-a-vis virtuale che permetta all’utente di rendere l’approccio più divertente e sociale e all’azienda di diminuire le commissioni verso i grandi colossi della prenotazione online, ricordando che la scelta di avviare una strategia social deve essere supportata da tutti i membri e posta nelle mani di un professionista, non del cugino che lo fa gratuitamente.

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