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Ritardo treni e la banca del tempo perduto: Treninritardo

Uno strumento di brand awarness e social customer care che Trenitalia dovrebbe utilizzare per migliorare le prestazioni richieste dalla domanda.

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Quotidianamente per molti di noi viaggiatori il treno è un mezzo vitale per spostarsi da casa e raggiungere il luogo di lavoro, ma costantemente bisogna mettere in conto il ritardo treni. Stanchi di un continuo menefreghismo da parte della principale azienda italiana di trasporto su rotaia, un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Padova facenti parte dell’Associazione Studenti Universitari e della lista Il Sindacato degli Studenti hanno realizzato “Treninritardo: la banca del tempo perduto”.

La campagna permette, principalmente a studenti ma estesa a tutti i pendolari, di dare sfogo allo stress di dover viaggiare perennemente in ritardo e conoscere l’ammontare ore perse inconsapevolmente, creando una vera e propria banca del tempo perduto. Il funzionamento è semplice, è possibile scaricare e utilizzare l’app gratuita dal Play Store (al momento non è presente una versione per iOS) o pubblicare lo sfogo direttamente dal sito internet. In questo momento si sta realizzando a Padova, Venezia, Treviso e Udine con il supporto di diverse associazioni universitarie.

Come funziona? Si seleziona la città, dove si studia o di partenza, la tratta interessata e dai sfogo con un tweet di 75 caratteri al disagio. Il ritardo è caricato in unico contatore aggiornato in tempo reale e può essere utilizzato una volta ogni ora. L’obiettivo delle 100 ore non è stato non ancora raggiunto e attende di essere svelato.

Lo scopo di Treninritardo è dimostrare il peso che i treni in ritardo provocano nella vita dei pendolari e la forza sociale di una rete di utilizzatori che individualmente non riuscirebbero a farsi notare e sentire. Dal sito della campagna, evidenziano l’utilità di un mezzo di trasporto sempre più di primaria importanza, cresciuto negli ultimi cinque anni del 20% a fronte di una diminuzione dei servizi e dell’aumento del prezzo dei biglietti. Una lungimiranza che sta spostando spesso l’attenzione verso un’economia di condivisione e sociale, fatta da reti di personalità dalle caratteristiche diverse unite da uno strumento comune, in questo caso il treno e che Trenitalia dovrebbe utilizzare per migliorare, attraverso il contatto diretto. Un fenomeno sociale attuale che andrebbe studiato a fondo.

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