Home » Viaggiare » “U Signuri di li fasci” Il venerdì santo a Pietraperzia

“U Signuri di li fasci” Il venerdì santo a Pietraperzia

Tantissime volte viaggiamo per posti lontani senza mai conoscere fino in fondo i tesori delle regioni italiane e questo è quello che mi è successo. Un giorno tra una chiacchera e l’altra con un carissimo amico mi sento parlare del Venerdì Santo a Pietraperzia in provincia di Enna, meglio conosciuto come la festa di “U Signuri di li fasci”. Al nome del paese sul mio viso spuntano tanti punti interrogativi come a dire, di cosa stai parlando della luna?

venerdì santo a pietraperzia

Decido di capire un po’ un meglio di questo evento che si svolge durante la Pasqua e insieme a lui decidiamo di andare a Pietraperzia per seguire questa festa. Neanche a dirlo inizio la ricerca di un alloggio e per la prima volta mi trovo in grosse difficoltà, Booking.com non mi da nessun risultato! Tento con la ricerca generica su Google e ne trovo solamente uno, l’Hotel Marconi.

Arrivati a Pietraperzia facciamo il check-in in hotel con una signora, simpatica e disponibile dal forte accento siciliano, quasi aspirato. Lasciamo le cose in camera e via ci incamminiamo verso il centro del paesino. Camminando lungo la via principale che porta fino alla chiesa madre mi sembra di vedere un’altra Sicilia, più simile ai film storici e ai racconti di Sciascia, gli anziani che trascorrono le loro giornate nei bar della piazza principale a discutere di De Gasperi, Pertini e di tutte le schifezze e “maronne” dei nostri giorni, lontani anni luce dai quei momenti storici. Certamente non passiamo inosservati, non siamo facce conosciute e la macchina fotografica che tengo in mano li rende timorosi e curiosi allo stesso tempo. Giriamo per il centro come due semplici turisti curiosi di conoscere una realtà che ci sembra anni luce distante dalla nostra e per capire come si svolgerà la festa e incontrando diversi personaggi :)

uomo di pietraperzia_sicilia_enna

Giunti davanti alla Chiesa del Carmine assistiamo al montaggio del fercolo dove per tutto il pomeriggio vi è un continuo via vai di persone, dai bambini fino alle persone più grandi ed emigranti che ritornano a Pietraperzia per onorare una festa così antica, risalente al 1300 annodando trecento fasce di lino bianco, da qui il nome della festa, che vengono conservate e tramandate nei decenni in ciascuna famiglia e che non sempre è possibile legare al fercolo come voto. Ci spiegano che ogni possessore della fascia possiede anche un numero, dispari o pari e che annualmente si alternano per permettere a tutti di legare il proprio ringraziamento, tanto è il numero delle richieste. All’interno della chiesa invece viene deposta la statua di Cristo che verrà poi montata sul fercolo e uno dei membri della confraternita di Santa Maria del Soccorso si occupa di deporre sul corpo di quest’ultima dei nastrini rossi benedetti chiamati “misureddi” che verranno poi legati ai polsi e le caviglie.

Durante l’attesa dell’inizio della processione mi siedo su uno scalone di pietra e mi isolo da tutto ciò che sta avvenendo intorno, voglio capire le ragioni di questo folklore e ricordo come fosse ora i momenti in cui ho scritto queste parole sul telefono, proprio a battezzare questo evento:

Silenzio…mormorio, frasi incomprensibili, abbracci e parole di ricordi s’incrociano tra le pietre color sabbia in un’attesa rosso porpora come il luogo in cui mi trovo, Pietraperzia…

Alle 20.30 la piazza antistante si riempie, la folla si accalca in un caos controllato, la voce dagli altoparlanti in quattro lingue invita i fedeli a mantenere il silenzio e a rispettare i momenti che ne seguono. In una calma apparente viene alzato e portato ad un’altezza di otto metri. La croce sorretta da un globo colorato a segnare la rinascita, il fercolo sulle spalle dei portantini e queste fasce che si allungano e formano una specie di montagna che inizia a incamminarsi tra le vie strette e contorte del paese, uno spettacolo surreale, quasi fiabesco. L’emozione è tanta, la devozione ancora più forte. La processione dura quattro ore, accompagnata da tre bande a dai canti, le nenie dei fedeli è un lento cammino che prevede molte fermate e in cui vi sembrerà di vedere cadere il fercolo ma è tutta suspance, i portantini sono degli abili uomini che non permetterebbero mai di far cadere u signuri. Le partenze sono comandate da un frate della confraternita che con un martello di gomma batte tre (numero per eccellenza) colpi forti sulla vara per dare la ripartenza. I momenti più toccanti sono le virate, in particolare quella davanti la Chiesa Madre. Lenta, sofferta ed emozionante.

Il giorno dopo abbiamo lasciato il piccolo borgo di Pietraperzia e in parte anche noi siamo rimasti lì, stupiti da un paese tanto piccolo quanto devoto…

Commenta via Facebook

commenti

2 comments

  1. Manuela Vitulli

    Adoro i post che parlano di eventi così caratteristici. Adoro il Sud e il nostro modo di far festa!!! :)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

newsletter

Iscriviti per conoscere le ultime novità in tema di viaggi, marketing e social media

Privacy