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Il futuro della conciergerie

Vi ricordate il film “Amore con Interessi” con Michael J. Fox nei panni del concierge in cui da bravo professionista riusciva a soddisfare le richieste dei propri ospiti? Bene negli ultimi giorni invece ho letto di due nuovi modi di offrire il servizio concierge. Oltre all’ormai già citato servizio di conciergerie via Twitter si stanno via via affermando delle nuove figure da inserire in uno dei reparti più celebri dell’hotellerie.

Michael J. Fox in For Love or MoneyLa prima arriva dal Canada, più precisamente dal The Hazelton Hotel, un design hotel 5 stelle di Toronto, situato in un quartiere famoso per la sua attiva comunità artistica, che ha deciso di assumere un Art Concierge, Sam Mogelonsky, laureato in fine arts alla Queen’s University, con un master al Central Saint Martin’s College of Art and Design di Londra e con un passato tra diverse gallerie d’arte britanniche. Il suo compito sarà quello di rispondere alle domande e curiosità degli ospiti sulle collezioni di opere presenti all’interno dell’hotel e della città, considerata una delle capitali artistiche del Nord America. 

Concierge 2.0L’idea è molto accattivante se pensate e potrebbe di certo arrivare ben presto in Italia vista l’immensa presenza di opere artistiche a disposizione anche all’interno degli hotel, uno a caso ad esempio il Grand Hotel Via Veneto di Roma, ora gestito da Jumeirah che al suo interno ospita opere di De Chirico e Picasso (giusto per fare qualche nome!!).

L’altro arriva anch’esso da oltre oceano, dal gruppo Omni Hotels & Resorts che per la prossima estate da pensato di lanciare un servizio che mescola le attività online con quelle offline in un elevato contesto di socialità. Il Teen Concierge in pieno spirito social potrà interagire di persona o via social network, mail e chat. Sarà un servizio riservato alla fascia di ospiti di giovane età, che potrà consigliargli le migliori attività per teenager della destinazione e che vedrà il debutto all’Omni Berkshire Place di New York; il compito sarà affidato al figlio del general manager della struttura, David Strabel, diciotenne appena diplomanto amante di musei e concerti ma anche di fast food e skateboard.

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