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Turismo gay e lesbico (LGBT) – report 2012

Negli ultimi anni il settore turistico ha visto l’incremento e la nascita di “nicchie” di viaggiatori che permettono la crescita di alcune fasce di mercato. Tra queste si è affermata, sempre più velocemente e con grande interesse il turismo gay e lesbico (LGBT). Nel corso dell’ultimo FITUR, la fiera del turismo spagnolo, l’UNWTO, l’organizzazione del mondiale del turismo (OMT) e l’IGLTA (International Gay and Lesbian Travel Association), hanno presentato il report internazionale del turismo LGBT.

vacanze gay friendly

La stessa OMT ha riconosciuto l’importanza di questo mercato con l’approvazione dei diritti degli omosessuali nei principali paesi del mondo, affermando la necessità di delineare un immagine di tolleranza per un mercato che non è stato toccato dalla crisi economica ma che vede un futuro florido.

Ma di cosa ha bisogno il turismo LGBT per essere riconosciuto come trendsetter?

Occorre partire dall’analisi dei bisogni della clientela gay e lesbica, considerando la diversità dei consumi rispetto al mercato eterosessuale, creando una nuova strategia di promozione nel tempo in collaborazione tra le pubbliche amministrazioni e i privati, in linea con l’evoluzione dell’offerta di prodotti e servizi creati su misura, non discriminanti ma in grado di fidelizzare e creare fiducia degli clienti attraverso anche la formazione del personale in grado di rapportarsi con un importante fetta del mercato turistico, capace di muovere $165 bilioni di dollari, di cui $65 solamente negli Stati Uniti.

Nella presentazione del report il maggiore interesse è stato percepito sulla percezione di spesa di questi viaggiatori, circa €200.00 a notte. Quanti albergatori italiani sarebbero interessati a sviluppare questo mercato? Sicuramente in tanti, peccato che l’Italia, non si presenti pronta a riconoscersi tra le prime destinazioni del mercato LGBT mondiale, nonostante la recente apertura del sito Toscana Gay Friendly della Regione Toscana vista la ricchezza di patrimonio artistico e culturale del bel paese che viene scelta come uno dei primi luoghi di vacanza nel mondo.

Un trend che incide ovviamente sugli Stati Uniti, in particolare New York e Key West in Florida, il Brasile, la Spagna con Sitges, la Grecia con Mykonos, Tel Aviv e le sorprese Argentina, Corea del Sud, India e Sud Africa, che dal 2006 ha approvato la legge per il riconoscimento delle coppie di fatto e che ha registrato a Città del Capo la presenza del 12% di turisti gay.

campagna promozionale gay friendly, spagna

Qual’è l’opinione degli albergatori italiani verso questa nicchia di mercato, in grado di smuovere un numero elevato di turisti e permette un continuo flusso economico? Sono pronti ad accogliere il turismo gay friendly senza essere colti da forme di discriminazione dettata anche dai canoni religiosi?

In conclusione una piccola riflessione vista anche la campagna promossa dall’ente spagnolo del turismo. La Spagna negli ultimi anni si è affermata come meta delle vacanze gay friendly con Barcellona, Madrid e seconde destinazioni, mentre l’Italia continua ad applicare una politica non centralizzata, affidata alle regioni, dedita alla sola promozione convenzionale, ad esclusione di alcune regioni e al mancato miglioramento attraverso i nuovi canali di comunicazione.

Fonte: Global Report of Tourism LGBT

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